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Madrid Tickets Museo Thyssen-Bornemisza Portrait Of Giovanna Tornabuoni
Dipinti dei grandi maestri in una sala del Museo Thyssen-Bornemisza

Il ritratto di Giovanna Tornabuoni del Ghirlandaio

Il ritratto di profilo di una giovane moglie fiorentina realizzato da Domenico Ghirlandaio dal 1489 al 1490 è da tempo l’immagine che la Fondazione Thyssen-Bornemisza ha scelto come simbolo della propria collezione di dipinti dei grandi maestri del passato.

Giovanna degli Albizzi sposò Lorenzo Tornabuoni nel 1486 e morì due anni dopo, all’età di diciannove anni. Domenico Ghirlandaio la ritrasse in profilo rigoroso, con le mani giunte, accanto a una nicchia in cui sono riposti un libro di preghiere, un rosario di corallo e un gioiello. Il pannello è passato attraverso collezioni francesi e inglesi e nelle mani di J. Pierpont Morgan prima di entrato a far parte della collezione Thyssen nel 1935. Il museo lo utilizza da anni come simbolo della sua collezione di Maestri Antichi.

Ritratto di Giovanna Tornabuoni: fatti salienti

Giovanna è nata il 18 dicembre 1468, l’ottava figlia di Maso di Luca degli Albizzi e Caterina Soderini.

Nel 1486 sposò Lorenzo Tornabuoni, e i loro è nato il primo figlio nell’ottobre del 1487.

Morì nel 1488, durante la sua seconda gravidanza, e fu sepolto a Santa Maria Novella a Firenze.

Il soggetto è identificato tramite una medaglia attribuita a Niccolò Fiorentino, che riporta la sua effigie e il suo nome.

Il Ghirlandaio si formò inizialmente come orafo, e il Vasari lodò la rapidità con cui riusciva a cogliere la somiglianza.

Il numero di inventario del museo relativo al pannello è il 158, e proviene da la Morgan Library a New York.

Nel 2010 il museo ha realizzato una mostra dedicata a questo tema, Ghirlandaio e la Firenze rinascimentale.

Cosa osservare in un ritratto

Le gallerie con pareti in terracotta del Museo Thyssen-Bornemisza

Cominciamo dal volto. Il Ghirlandaio segue l’usanza fiorentina dell’epoca: proporzioni idealizzate, un collo lungo e slanciato e un’espressione volutamente impassibile, che si stagliano su lineamenti che sono chiaramente i suoi. Poi leggi gli oggetti nella nicchia come descrizione della sua vita. Il gioiello, con un drago, due perle e un rubino, e il ciondolo appeso a un cordoncino di seta raccontano di lei ruolo pubblico in qualità di moglie di un Tornabuoni. Il libro di preghiere e il filo di perline di corallo, identificato come un rosario, ti raccontano di la tua devozione. La piccola etichetta incisa, il cartellino, riporta una citazione del poeta romano Marziale. Il museo traduce l’incipit come: “Arte, se solo potessi riprodurre il carattere e lo spirito”.”

È stato dipinto quando era ancora in vita o dopo la sua morte?

Il Palazzo Villahermosa, sede del Museo Thyssen-Bornemisza

Il cartellino termina con una data in numeri romani, 1488, l’anno della morte di Giovanna. Tale data è riportata al centro di un lungo dibattito accademico. Jan Lauts Ti informiamo che si ritiene che la tavola sia antecedente all’affresco della Visitazione di Ghirlandaio a Santa Maria Novella e che possa averne costituito il modello. John Pope-Hennessy l’ha collocato più tardi, come un ritratto postumo, con la data che indica la sua morte. La mostra del museo del 2010 ha fatto seguito alla seconda lettura, descrivendo una commissione risalente al 1489 circa per un ritratto da appendere a Palazzo Tornabuoni. Entrambe le interpretazioni sono ancora presenti nella letteratura, pertanto ti consiglio di considerare la data come un probabile ricordo commemorativo piuttosto che come un fatto accertato.

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Cerca Giovanna nella stanza 5

La sala 5 al secondo piano ospita una collezione di ritratti rinascimentali, e Il profilo di Giovanna è facile da individuare tra gli altri. Prenditi qualche minuto: trova il drago sul suo gioiello, le perline di corallo accanto al libro di preghiere e la data in formato romano sull’etichetta, poi fai un passo indietro e osserva quanto sia immobile il volto.

Ritratto di Giovanna Tornabuoni: domande frequenti

Sai dov’è il ritratto di Giovanna Tornabuoni?

Fa parte della collezione permanente del Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid, nella Sala 5 al secondo piano.

Chi ha dipinto il “Ritratto di Giovanna Tornabuoni”?

Domenico Ghirlandaio, al secolo Domenico Bigordi, la dipinse dal 1489 al 1490 con tecnica mista su tavola.

Ti chiedi chi fosse Giovanna Tornabuoni?

Giovanna degli Albizzi nacque nel 1468 e sposò Lorenzo Tornabuoni nel 1486. Morì nel 1488, all’età di diciannove anni, durante la sua seconda gravidanza.

Il ritratto è postumo?

Probabilmente sì, ma la questione è controversa. John Pope-Hennessy la considerava un’opera postuma, mentre Jan Lauts riteneva che fosse stata dipinta in precedenza, come modello per l’affresco della Visitazione del Ghirlandaio.

Cosa dice la didascalia sul ritratto?

La piccola etichetta riporta un epigramma di Marziale in cui si esprime l’auspicio che l’arte possa esprimere carattere e spirito, seguito dalla data 1488 in numeri romani.

Ti chiedi come il ritratto sia arrivato nella collezione Thyssen?

Dopo essere appartenuta per secoli alle famiglie Tornabuoni e Pandolfini e successivamente a vari collezionisti, l’opera fu acquistata da J. Pierpont Morgan nel 1907. Nel 1935 entrò a far parte della collezione Thyssen proveniente dalla Morgan Library.

Informazioni su questa guida

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